
Valmasino
Un
favoloso spazio-montagna da percorrere, da vivere. Racchiusa
nel cuore verde delle Alpi Retiche, la Val
Masino esercita sugli appassionati un’attrazione irresistibile.
Sentieri, cascate, boschi, pascoli, ghiacci assumono
in questa valle, serena e appartata, dimensioni grandiose. Qui
si trovano le più affascinanti sculture naturali di granito
che le Alpi possano offrire. Qui, climber di ogni parte del mondo,
si contendono monoliti che sfuggono verso un cielo di cristallo,
inquietanti mostri modellati dal vento e dall’erosione
glaciale, severe placconate solcate da vene di quarzo. E’ un
ambiente naturale assolutamente unico nel suo genere, miracolosamente
intatto, quello che accoglie i visitatori fin dall’abitato
di Filorera. L’alta montagna si presenta con una serie
di prospettive entusiasmanti. Da che parte cominciare? Subito
una proposta: salire alla stupefacente piana di Preda Rossa sovrastata
dai ghiacci del Disgrazia che, liquefacendosi, si precipitano
a valle assumendo una singolare colorazione fluorescente. Più accessibile
si presenta la straordinaria Val di Mello adagiata, con i suoi
alpeggi, tra immensi scogli di pietra. Scarpe da trekking, zaino
in spalla, pronti... via! Attraversando incantevoli faggete un
incontro è ineludibile, quello con l’immensa bastionata
di granito che chiude, lassù, la vallata per oltre 40
chilometri. Vette leggendarie, testimoni di un’epopea alpinistica
che non sembra avere fine, si svelano una dopo l’altra:
l’ironico profilo della Sfinge, la magica pala del Badile,
il severo Cengalo, gli aspri torrioni di Zocca, i contrafforti
del Qualido.
Curioso. Sulle falesie del fondovalle, già nell’antichità,
salivano i mitici “Melàt” con la gerla in spalla,
cercando e trovando nuove risorse alla loro stentata esistenza.
i progenitori dei climber che oggi colonizzano pacificamente queste
montagne con il tintinnare dei moschettoni da arrampicata. I “Melàt” hanno
lasciato sentieri verticali di incredibile arditezza, gradini scavati
nella pietra, pioli di legno infissi nelle fessure. Vedere per
credere. E dovunque hanno disseminato testimonianze di un amorevole
rapporto con la montagna e la natura che permane nella gente della
Val Masino. Proverbiale è l’accoglienza in celebri
rifugi come l’Omio, il Gianetti, il Bonacossa-Allievi, il
Ponti, collegati dall’aereo reticolo del Sentiero Roma. Lasciatevi
conquistare, lassù, brindando con la fragrante “erba
iva”, distillata con le erbe raccolte nei pascoli d’alta
quota. In queste capanne è il miglior suggello di escursioni
con amici e tra nuovi amici. E di incomparabili vacanze “en
plein air”. E’ in tale magico contesto che opera l’Associazione
Kima recuperando la cultura della valle e la voglia di goderne
insieme, cittadini e valligiani. D’estate, in ricordo della
guida alpina, Pierangelo Marchetti, l’indimenticabile “Kima” caduto
nel compiere la sua missione di soccorritore, gli amici organizzano
la Festa delle Guide e la Grande Corsa sul Sentiero Roma che richiama
i maggiori specialisti della maratona in alta quota. Era un grande
progetto di Kima. Non è semplicemente meraviglioso che ogni
anno, in questa valle di sogno, quel sogno diventi realtà?
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