Rifugio Ponti
La Bocchetta Roma a 2890 m. è preludio
del Rifugio Ponti per chi viene dal Rifugio Allievi percorrendo
il Sentiero Roma. Qui, una sosta offre
la visione del ghiacciaio e del profilo del Monte Disgrazia che
accompagnano il cammino durante l’ultimo tratto di percorso
fino al rifugio.
Il collegamento tra il rifugio Allievi-Bonacossa e Ponti rappresenta una gran galoppata di 6-8 ore e porta a ridosso della vicina Valmalenco, annunciata dai Corni Bruciati. Ad attendere l’escursionista e l’alpinista sulla soglia di “casa” c’è Ezio Cassina, il custode. Qui, in Val di Preda Rossa, il granito, piano piano, lascia il posto al serpentino della Val Malenco. Val Masino e Val Malenco: due vallate, due culture diverse legate da un denominatore comune: la montagna. Il Rifugio è una semplice costruzione in pietra, edificato nel 1928 ed intitolato a Cesare Ponti.
La costruzione sostituì quella voluta nel 1883 dal Conte Lurani, poi ricostruita nel 1890, col nome di capanna Cecilia intitolata alla moglie. La discesa dal Rifugio Ponti fino a Preda Rossa è piacevole, il tratto finale che porta a Filorera un po’ meno. Il nastro d’asfalto, reminescenza della vita moderna, dimenticato durante la traversata del Sentiero Roma riporta alla civiltà. La strada, purtroppo è interrotta da una frana che costringe ad una lunga e monotona discesa. Tre ore sono infatti necessarie per raggiungere l’abitato di Cataeggio.
L’ambiente è selvaggio ma carico
d’emozioni. Gli ultimi raggi di sole sulle rosse rocce
dei Corni Bruciati, la bella prateria della Piana di Predarossa,
i lussureggianti boschi di larici ed abeti,
il panorama della Val Masino e delle sue cime lasciano un ricordo
indelebile.
RIFUGIO PONTI
Quota 2559 mt.
Posti letto 90
Tel. 0342 611455
Custode Ezio Cassina
Tel. 0342 640138